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ISTANBUL (Turchia), 24 maggio 2005 - La voce del muezzin non disturba il Milan. Nel bunker dorato sul Bosforo, i rossoneri sono accompagnati dai suoni suggestivi che arrivano dal minareto accanto. Carlo Ancelotti sostiene che questa sia una giornata bellissima, compreso il rituale sacro che scandisce il tempo nella metropoli. Anche se il cielo sopra Istanbul è grigio e umido; molto di più dello skyline milanese. "Siamo pronti; sono sicuro che la squadra giocherà come sa. Per vincere, ovviamente" esordisce in conferenza. La sala stampa dello stadio Ataturk, immerso nel nulla e aggrappato su una collina distante qualche miglio dalla città, freme e ribolle. Ancelotti, come due anni fa, si presenta davanti ai microfoni con Paolo Maldini (6 coppe conquistate) e Clarence Seedorf (tre); due simboli che profumano di vittoria. Al loro fianco c'è la Coppa; quella vera: guardare ma non toccare. Dice Ancelotti: "Ha un fascino tutto suo. Che dire? Vederla qui sapendo di dover lottare per portarla via mi disturba un po', ma lo faremo. È bella. Qualcuno ci ha anche dormito insieme (il vicepresidente Adriano Galliani; n.d.r.)". Per accontentare il desiderio di coccole, il tecnico sa che dovrà battere il Liverpool. "Squadra internazionale - dice - fa bene tutte le cose; non è difensiva. Nelle partite in cui aveva bisogno di difendere lo ha fatto bene, quando ha deciso di attaccare lo ha fatto ancora meglio. È una squadra completa ed equilibrata". Non si fa prendere in contropiede dalla stampa straniera che accenna a un calo fisico del Milan. "Dopo la gara di Lecce ci siamo concentrati su questa sfida; ci siamo preparati per questo obiettivo. Domani vedrete i risultati". Per poi aggiungere: "Vincere è fondamentale, ma anche il modo; il Milan per vincere deve giocare bene senza fare calcoli, deve farlo al meglio delle sue possibilità, cercando di imporre il suo gioco. Non sarà facile, perché i Reds si adattano bene agli avversari, non a caso hanno fatto fuori Juve e Chelsea. La squadra di Benitez ha messo in campo la sua organizzazione, grazie a una difesa attenta e a un grande contropiede. Dovremo avere le idee chiare". La formazione? Un siparietto. È quella che tutti immaginano, anche se tiene sulle spine i più curiosi, facendo però capire che alla fine giocherà Crespo. Il problema, semmai, riguarda la panchina. Probabilmente uno fra Kaladze e Tomasson sarà sacrificato. Maldini e e Seedorf sorridono. Il capitano infila la sua settima finale: "È sempre splendido essere qui. Ricordo la tensione della mia prima finale contro la Steaua, avevo venti anni, ma la tensione e l'emozione sono sempre travolgenti e identiche". "Rispetto a Manchester - sostiene invece Seedorf - credo che sia cambiata la convinzione; due anni fa eravamo da poco insieme; ora c'è tanto gruppo, un vero vantaggio. Il Liverpool? Hanno eliminato grandi club, dobbiamo rispettarli". La chiosa spetta ad Ancelotti: "Faremo la grande impresa. Se non vinceremo, dopo il secondo posto in campionato non penso che sarò licenziato". Un attimo di pausa e la stoccata finale: "Anzi sono sicuro che le cose domani andranno bene".